[La terra di mezzo]
"Probabilmente ci trovammo nella strana terra di mezzo dove non c'è la pace e tuttavia nemmeno si combatte."


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giovedì, giugno 28, 2007

Il boom di YouTube e dei suoi video ha caratterizzato in peggio quest'anno scolastico come mai prima d'ora. Tutti hanno potuto vedere l'inconsistenza di molta parte dei nostri adolescenti di inizio millennio, presi non dalla curiosità per la cultura insegnata da dietro la cattedra, ma piuttosto dalla voglia di apparire, di trasgredire e di finire filmati e popolari su qualche sito o su qualche autorevole copertina per il minuto di celebrità effimera e piena di tanto vuoto amaro. Le botte al ragazzo down, gli spogliarelli nei bagni, le aggressioni ai professori, le manate alla professoressa in perizoma. I superpagati tronisti e le veline cretine insegnano cose che a noi altri sfuggono, visto il successo di emulazione.. Ma quanto è colpa loro e quanto è colpa nostra?
Insegno nelle statali superiori da meno di 10 anni, ma sto davvero vedendo abbastanza non tanto per giustificare certe cadute di tono e certe esagerazioni al limite della decenza (che poi oltrepassano), quanto per cercare di capire ...cosa diavolo stiamo aspettando nelle nostre inutili riunioni in sala docenti per pulire un po' l'ambiente da insegnanti che non insegnano e da presidi che non presidiano nel modo più giusto? Quest'anno mi è toccato un liceo anche piuttosto stimato e ben visto, eppure...
...cosa ci fa una professoressa che si presenta a tutte le prove d'esame e alle riunioni che precedono e seguono le varie fasi della maturità vestita sempre e solo da oltre 10 giorni (consecutivi) in bermuda bianchi trasparenti e infradito da spiaggia? o se un'altra opta per gonna bianca e canottiera bianca strettissime e trasparenti? Cosa ha da trasmettere mai un'altra ancora che dopo l'esame si piazza al suo banchetto per correggere gli scritti sedendosi a gambe letteralmente spalancate come fosse sullo sgabello di un bar e ficcandosi la gonna sotto le cosce senza tener conto della doverosa decenza da aver almeno davanti a quegli ultimi alunni che passano e ai colleghi che le sono seduti accanto? e cosa ha mai da dire una prof che conclude il suo afoso e stressante pomeriggio di lavoro dicendo davanti al presidente di commissione e senza che nessuno la riprenda: "Colleghi, ho le palle a terra!".
Che esempio mai può dare una che va a far supplenza nella classe di una collega e, a braccetto con l'amica di corso (e di astio), passa il tempo di sostituzione a parlar male davanti agli alunni della collega assente e titolare dell'ora di lezione? e che serietà c'è mai nell'odio di una docente incapace di portare in tre anni la sua intera classe almeno al voto del 6 che invece di guardarsi dentro, sputa sentenze accusando i ragazzi di non valere niente e anticipando le grandi risate che si farà quando li vedrà cadere alla prova d'esame di stato? o cosa c'è di serio nella bocca avvelenata di un presidente di commissione d'esame che dedica parte della prima riunione coi colleghi alla necessità improrogabile di pretendere il suo compenso entro metà luglio perché (cito testualmente) sennò come mai farà "a pagarsi le sdraio e l'ombrellone"? o se a tutto ciò aggiunge pure, con la complicità di qualche docente avvizzito e coetaneo, un pizzico di maleducazione verso i docenti più giovani sottovalutandoli a prescindere da tutto e trattandoli come servetti ignoranti e capaci di non far nulla? e cosa ha mai da insegnare il solito gruppetto di giulivi fannulloni che tra un compito e l'altro infila qualche pesante commento sui ragazzi o deride la debolezza emotiva di qualcuno di loro che, al termine delle prove, s'è lasciato andare a un pianto preoccupato di sfogo?
Dov'è l'umanità a cui la generazione YouTube può attingere e da cui può imparare? Dov'è il senso della correttezza se si arriva perfino a metter mani nel reggiseno di una ragazzina sospettata di nascondere un telefonino? o se durante una riunione è il proprio telefonino a squillare senza che nemmeno ci si sforzi di spegnerlo per educazione? E dov'è il senso della decenza da insegnare a chi in aula a 15 anni si presenta con la maglietta troppo corta, la gonna troppo stretta o il trucco troppo pesante se in 10 giorni non ci si cambia un inopportuno bermuda trasparente o non ci si sforza, almeno davanti agli altri, di sedersi con un minimo di correttezza? Bene fanno quelli che ci spernacchiano se apriamo la bocca per criticare la maglietta invisibile quando nessuno della dirigenza vieta ai docenti di indossare la stessa cosa anche solo per il fatto che a 50 anni si rischia di sembrar ridicoli, oltre che indecenti. E bene fanno quelli che quel giorno mi fecero notare, quando li ripresi perché durante un'interrogazione masticavano la gomma mentre parlavano, che nessuno dei miei colleghi mai li aveva rimproverati per questa cosa. Già, perché se poi accendo la tv e vedo il ministro Fioroni, le caramelle e chewing-gum che rumina fuori e dentro il Parlamento della Repubblica Italiana non si contano più.. ne avrà un camion di scorta pieno..
Suggerirei per il prossimo anno ai miei ragazzi di passare dall'essere protagonisti a diventare registi, e di piazzare i loro telefonini dritti verso la cattedra. Se qualcuno - ne dubito - convincerà il ruminante Fioroni a cominciare a ipotizzare i fin qui vuoti discorsi sulla "meritocrazia" basandoli per prima cosa sul rispetto di valori semplici e fondamentali come quelli fin qui indicati, magari cominceremo a levarci di torno qualche cafona sboccata ignorante che sventola la sua laurea come un trofeo, che percepisce il suo stipendio in base a canoni legati esclusivamente alla sua anzianità di servizio, e poi si rivela per "l'educatrice" che è nel senso immensamente ridicolo della sua paga urgente per l'ombrellone e della pesantezza delle sue nobilissime palle piene..
Bah, stomachevole.

319 alle 12:01 | commenti (5)

martedì, giugno 19, 2007

Poi alla fine c'è un limite a tutto, e succede che quel che pensi più o meno l'ha scritto qualcuno come l'hai pensato tu, fatto salvo per le allegre avventure di Visco, che in questa lettera che sottoscrivo mancano e su cui per non rovinarsi ulteriormente il fegato è meglio sorvolare....:

18 giugno 2007
"Esimio professor Prodi,
ma chi glielo fa fare? Non crede sia arrivato ormai il momento di riprendere il controllo della situazione, che le è chiaramente sfuggita di mano, prendere atto del fallimento del suo governo e dare le dimissioni?
Questa non è una provocazione, ma un sincero consiglio da nemica: si guardi dai suoi amici, che la stanno evidentemente mal consigliando.
Non faccia la fine di Hitler, di Milosevic o di Saddam Hussein, a cui i colonnelli facevano credere fino all’ultimo giorno di avere ancora la vittoria in pugno, malgrado i carrarmati americani fossero già in città.
Faccio appello al suo buon senso di uomo, di politico e di italiano: si dimetta. Come uomo dovrebbe capire che questa sua testardaggine a voler mantenere la posizione si è ormai tramutata in ottusità, cecità e incapacità di vedere la realtà delle cose.
L’hanno lasciata solo come un cane. Mi pare evidente.
Riceve critiche da destra e manca. Non può più mettere piede fuori da Palazzo Chigi che viene insultato e fischiato da chiunque la incontri, anche e soprattutto dai suoi elettori, terribilmente delusi da come ha sfruttato il loro voto.
Stamattina è stato fischiato a Noto*, sabato l’hanno sbeffeggiata dalle rive del Po, l’altro ieri ha dovuto rinunciare all’ultimo minuto ad un convegno a Padova, dove erano già pronti a insultarla comitati di ogni ordine e tipo, l’altra settimana ha disdetto il suo intervento dagli artigiani, perché già sapeva che l’avrebbero accolta a fischi e sberleffi, al Gay Pride gliene hanno urlate di tutti i colori, alla manifestazione anti-Bush è riuscito a beccarsi più insulti di quest’ultimo, il che la dice lunga.
Ma le pare possibile? Ma non prova un briciolo di vergogna? Anche solo per la carica che ricopre dovrebbe, come minimo, capire che la sua perdita di credibilità si sta ripercuotendo sull’istituzione che lei rappresenta.
La crisi della politica non è altro che una diretta conseguenza della sfiducia che gli italiani nutrono nei suoi confronti.
Quando ha preso il potere, si diceva che l’Italia era spezzata. In un anno è riuscita a riunirla tutta contro di lei. Umanamente non ritiene che sia giunta l’ora di prendere atto della chiara ostilità del Paese nei suoi confronti e dare un segnale, quanto meno, di averlo capito?
Le chiedo uno scatto di orgoglio, un rigurgito di dignità, se ancora se ne ritrova.
Come può attendere la sua morte civile, già segnata, da tutti invocata, soprattutto dai suoi ex alleati, senza fare nulla?
Un qualsiasi generale, un uomo con un briciolo d’amor proprio, dovrebbe capire che non può continuare a fare il bersaglio inerme ed il capro espiatorio senza ribellarsi e senza capire che è il momento di una onorevole ritirata, quando si profila sempre più vicina all’orizzonte una terribilmente disonorevole sconfitta.
Cosa fa? Aspetta che la facciano fuori in parlamento? Il suo primo governo è stato, a che ricordi, l’unico della storia repubblicana italiana a cadere con un palese voto di sfiducia in parlamento. Vuole ripetere la stessa umiliante esperienza?
Perché non fa come hanno sempre fatto i suoi maestri democristiani? Capisca che questo governo è ormai morto e ne festeggi il funerale. Ne uscirebbe quanto meno a testa alta. Non darebbe la soddisfazione ai suoi nemici di averla fatta cadere. Nessuno potrà trarre vantaggio dalla sua sconfitta. Nessuno potrà vantarsi di essere stato il suo boia. Li spiazzerebbe tutti e li costringerebbe a trovare in se stessi le colpe che oggi tutti le attribuiscono.
Da un punto di vista politico il suo è stato un fallimento, ne prenda atto.
Ci ha provato, ma non ci è riuscito. Capita.
Ha tentato di tenere insieme forze che nulla avevano a che fare una con l’altra. Ha provato a sdoganare la sinistra radicale, sperando di metterla a tacere con qualche poltrona. Fino adesso avete galleggiato, ma ormai è evidente a chiunque che il Paese è in stallo.
Voleva lasciare in eredità il Partito Democratico e sta facendo fallire anche quello, prima ancora che sia nato.
Non si rende che il suo lascito politico viene associato all’esperienza tragicomica di questo governo, e per questo motivo si sta sgretolando prima ancora di essersi compattato? Se voleva davvero considerarsi il padre fondatore di una nuova realtà politica che le sopravvivesse, come può non rendersi conto che ne sta causando l’aborto? Vuole sul serio essere ricordato dai posteri come colui che assassinò il Partito Democratico quando era ancora in fase di gestazione?
Si renda conto che solo dimettendosi oggi e accettando coraggiosamente la sconfitta del suo esecutivo, potrà avere la possibilità di continuare ad avere un futuro politico.
Spiazzi tutti coloro che si stanno dividendo le sue spoglie prima ancora di averla fatta fuori e riprenda in mano le redini del futuro della sinistra italiana. Se lei oggi molla questo governo nel posto che merita, il dimenticatoio, guadagnerà quel minimo di rispetto che le occorre per avere ancora una qualche voce in capitolo nel Partito Democratico e nella politica italiana.
Oggi lei è un bersaglio fin troppo facile. È inchiodato ben al centro del mirino. I cecchini, tutti i suoi alleati, sono già pronti a sparare. Se si farà fucilare, di lei non resterà altro che un cadavere politico, da tutti disconosciuto e vilipeso.
Se, invece, li fregherà tutti e aprirà lei per primo il fuoco sui suoi ex-alleati, li troverà spiazzati, potrà sopravvivere a questa grave crisi politica in cui l’hanno infilata e potrà ancora dire la sua e contare qualcosa.
Se lei oggi dà le dimissioni, così, con orgoglio, con dignità, quelli che la vogliono fare fuori mostreranno il loro vero volto: un’accozzaglia di parassiti ingrati che si sono attaccati sul suo groppone e che ora, senza di lei, non sanno più che pesci pigliare.
Non lasci loro il tempo di organizzarsi e di trovarsi da soli un’alternativa. Se non l’hanno fatta fuori fino ad oggi è solo perché stanno tramando alle sue spalle per nascondersi poi dietro alla schiena di qualcun altro. Sia lei l’alternativa a se stesso. Sbaragli le carte in tavola, mischi il mazzo e potrà continuare a fare il mazziere.
Le chiedo, come cittadina italiana, di fare un passo indietro per il bene della Patria. L’Italia non può più reggere questo stallo.
Lo schizofrenico immobilismo ci sta distruggendo, ci deprime, ci sconforta, e questi sentimenti non preludono a nulla di buono. L’economia si regge a fatica sull’operosità di pochi validi imprenditori, che cercano di portare avanti la carretta che siamo diventati, malgrado tutti gli ostacoli che avete frapposto loro.
La pubblica amministrazione, la giustizia, ogni singolo apparato burocratico e lasciato in balìa di se stesso e delle sue disfunzioni croniche. I gruppi terroristici si stanno riorganizzando liberamente, approfittando dell’assenza di controllo.
La delinquenza, sia spicciola che organizzata, sta prendendo completamente il controllo del territorio. La gente è spaventata, non si sente al sicuro, ha paura. Il mondo occidentale è minacciato da un pericolosissimo attacco e la nostra politica estera sta persino diventando di ostacolo agli alleati che cercano di proteggerci.
Ha ragione: il clima è irrespirabile, ma è la sua ostinazione ad averlo reso tale. Francamente, io mi sento molto offesa dal suo comportamento. Come italiana questo suo continuo voler minimizzare, fingere che il governo non abbia problemi irreversibili, questo suo sorriso da prode Gongolo sempre stampato in faccia, di fronte ai continui disastri che il suo governo sta combinando, mi insulta profondamente.
Sembra che lei ci stia prendendo in giro, che ci consideri degli ebeti ignoranti che non capiscono quel che sta accadendo, che ci può tenere a bada come un gruppetto di mocciosi un po’ troppo vivaci. Non è così. Gli italiani sono molto più intelligenti e attenti di quel che lei crede.
Lo abbiamo capito perfettamente che l’Italia è in preda all’anarchia, che è in corso una lotta senza esclusione di colpi tra tutti i poteri, tutte le istituzioni, tutti contro tutti armati. Questo fa malissimo all’Italia. C’è solo una cosa peggiore di un governo che governa male: un governo che non governa.
Ed è sotto gli occhi di tutti che questo governo non sta facendo assolutamente nulla di quello che si era ripromesso e per cui è stato votato.
Al di là dei sondaggi di opinione, delle ultime tornate elettorali, dei fischi che quotidianamente riceve, l’evidenza di questa inconcludenza è tutta scritta nelle 281 pagine del suo programma elettorale, poi sintetizzate nella due giorni di Caserta, poi ancora ridotte a 12 miseri punti dopo le sue, purtroppo ritirate, dimissioni. In più di un anno di governo, nulla di quello che vi siete prefissi è stato fatto. Neppure uno dei punti del dodecalogo è stato anche solo abbozzato. Il governo è in fase di stallo assoluto.
A chi serve un governo così? Solo all’antipolitica, quella vera, non quella del popolo stufo di voi, ma quella dei poteri forti, degli sciacalli che approfittano della situazione per impossessarsi dell’Italia, dei topi di fogna che ballano mentre il gatto è in trappola. Se davvero ama la terra dei nostri Padri, accetti la sconfitta e la proclami con onore. Alzi bandiera bianca e lasci che l’Italia ritrovi il modo di risorgere dalle ceneri in cui è precipitata.
Lei ormai, con questo governo e con questa pseudo-maggioranza non può più fare nulla per aiutarla.
Lei non è l’uomo della provvidenza né può da solo proclamarsi salvatore della patria. Ha dimostrato di non averne né la forza né la capacità. Accetti la sconfitta e si faccia da parte. Non si preoccupi di quel che accadrà dopo. Lo lasci decidere alla storia.
Perché, in caso contrario, non si spiegherebbe più, in alcun modo plausibile, la sua ostinazione a mantenere la sua poltrona. Davvero, a questo punto, ogni dubbio sul suo conto sarebbe lecito. Diventerebbe difficile dar torto a chi la ritiene un uomo del KGB, una pedina del disegno politico nato dalle ceneri dell’Unione Sovietica, che ora sta cercando di impossessarsi dell’Europa, grazie all’aiuto di pedine accuratamente piazzate ai governi dei vari Paesi.
Sarebbe sempre più arduo, anche per chi ha la massima buona fede e fiducia in lei, non cominciare a dar ragione a chi la ritiene spinto solo da suoi interessi personali, volti ad assumere il potere economico dell’Italia, piazzando tutti i suoi uomini di fiducia nelle stanze dei bottoni che veramente contano, quelli economico-finanziari, e assicurarsi una pensione dorata muovendo le leve dell’economia italiana, diventando magari il nuovo Cuccia o ricostruendo la vecchia Iri, sotto il suo diretto controllo.
Ci dimostri che non è così. Ci dia una lezione di dignità. Sia davvero uomo, politico e italiano. Magari si faccia aiutare da sua moglie..., ma tiri fuori gli attributi e si dimetta. È per il suo bene. È per il nostro bene.
Distinti saluti,
Barbara Di Salvo
Cittadina italiana"                                 

*...aggiornamento: stamattina è stato sonoramente fischiato anche all'Assemblea della Confesercenti a Roma...

319 alle 17:25 | commenti (2)


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