[La terra di mezzo]
"Probabilmente ci trovammo nella strana terra di mezzo dove non c'è la pace e tuttavia nemmeno si combatte."


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venerdì, novembre 24, 2006



"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione,
colpo d'occhio e velocità di esecuzione". (il Perozzi, Amici miei)

Philippe Noiret, 1930-2006

319 alle 17:56 | commenti (2)

domenica, novembre 19, 2006

Riguardo i fatti vergognosi di cui ieri sono stati artefici i cortei di protesta contro Israele organizzati dall'estrema sinistra a Milano e a Roma, questo blog sostiene in pieno la coraggiosa condanna di InformazioneCorretta.it, qui riportata prima e dopo gli eventi che hanno oltraggiato la memoria dei nostri caduti e quella di milioni di ebrei.

"Questa mattina accendendo il computer ho trovato, mandatomi da un amico, un vecchio e bellissimo video di Barbra Streisand che fa gli auguri a Golda Meir, in collegamento da Gerusalemme. Il video mostra le due donne, che, commosse e sorridenti, si parlano affettuosamente e alla fine la bellissima voce della Streisand intona l'Inno nazionale di Israele, in onore di Golda.
La commozione mi prende la gola e mi fa salire le lacrime agli occhi, il pubblico  in piedi, tutti in piedi, mentre la Streisand canta con l'anima nella voce meravigliosa. L'ultima parola dell'Inno e' Yerushalaim e la cantante la grida col viso rivolto al cielo quasi a chiedere protezione per Gerusalemme, per Israele, per lei ebrea, e per tutto il popolo di Israele, sempre e da sempre minacciato.
Dovremmo gridare anche noi oggi, tutti insieme: chi ama Israele, chi odia il razzismo, tutti insieme, all'unisono. Dovremmo alzarci  in piedi e urlare al cielo YERUSHALAIM, dovremmo gridarlo perche' oggi 18 novembre 2006 due cortei si snoderanno a Roma e a Milano per esprimere a chiare lettere il loro odio contro Israele.
Tutti i partiti della sinistra, il sindacato dei giornalisti, le giunte comunali, i sindacati, l'UCOII dei musulmani, ci saranno tutti, non manchera' nessuno a dimostrare la vergogna di questa parte d'Italia così ipocrita, buonista e tollerante con il terrorismo, chi lo commette e chi lo organizza e così severa, nemica  e intollerante con Israele, una democrazia che si difende da 60 anni dalla minaccia di distruzione.
Io non ho mai visto cortei per le strade italiane dopo la tragedia delle Twin Towers, dopo Madrid, dopo Londra. Mai visti cortei di protesta contro il criminale di Teheran che minaccia non solo Israele ma il mondo intero. Mai visti cortei di protesta contro il terrorismo.
Ho sentito invece  frasi del tipo "gli sta bene" rivolte agli americani, ho sentito gli stessi che oggi saranno a Roma e Milano, urlare "10, 100, 1000 Nassiriya", li ho visti bruciare bandiere americane e israeliane e sfilare vestiti da terroristi-suicidi, li ho sentiti urlare "lo stato di Israele deve essere distrutto", e ho avuto conati di vomito ascoltando le parole dei loro capi che accusavano Israele di ogni igniminia e giustificavano il demonio che anima la violenza terrorista.
Oggi dovremmo tutti urlare contro quel demonio che attraversera' le strade italiane con la scusa ipocrita di manifestare per la pace. La loro pace, quella che dovrebbe vedere la capitolazione di Israele e sua scomparsa dalle carte geografiche come il pazzo di Teheran minaccia ogni giorno senza che nessuno dei grandi del mondo si alzi in piedi e gli dica "BASTA, CRIMINALE".

Si, L'italia e' messa proprio male.
Abbiamo un ministro degli esteri, scritto in minuscolo, che oltre che flirtare con i peggiori satrapi del mondo arabo-islamico, accusa gli ebrei italiani di essere correi con i crimini di Israele perche' non si ergono contro l'unica democrazia del Medio Oriente. Un ministro degli esteri che è anche vicepresidente del consiglio che condanna con rabbia e disprezzo le angosce di Israele, per mettersi senza mezzi termini con Hamas, Hezbollah, l'Iran. Un ministro degli esteri di cui i cittadini democratici italiani dovrebbero chiedere le dimissioni per ignominia.
Si , L'italia e' messa male. 
Il 30 novembre il Senato della repubblica ospiterà un convegno dal titolo "La Palestina dei media, i media della Palestina. Da un'informazione reticente a un'informazione veritiera". Tra i relatori Hamza Piccardo, portavoce dell'UCOII, associazione islamica in odore di razzismo e antisemitismo che paragona Israele ai nazisti.
Naturalmente, oltre allo scandalo che il Senato della repubblica italiana ospiti una conferenza antisemita, abbiamo la vergogna che vi partecipera' un ministro della Repubblica, l'onorevole (si fa per dire) Paolo Cento, lo stesso che oggi sara' in prima fila alla marcia contro Israele.
Si, L'Italia e' messa proprio male.
Abbiamo un premier che, dopo aver stretto la mano del criminale di Teheran sorridendogli cordialmente, adesso da la sua benedizione a una pericolosa conferenza contro Israele che vedrà uniti nel maleficio il solito Massimo D'Alema, Moratinos, grande amico di Arafat e ora ministro degli esteri spagnolo e Chirac, quello che a Gerusalemme si era messo a urlare ai soldati israeliani della scorta "andate via di qua, questo non e' vostro territorio".
Quindi vedremo uniti i tre paesi piu' anti-israeliani d'Europa nel tentativo di obbligare Israele a parlare con i terroristi, a concedere tutto, anche la rinuncia all'autodifesa, e a regalare a Bashar Assad il Golan.
Tutto questo sara' un premio per il terrorismo cinico e assassino e uno sputo, l'ennesimo, in faccia a Israele.
Si, L'italia e' messa proprio male.
Oggi gli antisemiti famosi o meno, la gente che 60 anni fa ci avrebbe mandati volentieri ad Aushwitz, i politici filoterroristi, tutta l'Italia sinistra oltre che di sinistra sfilera' compatta per chiedere la fine della cooperazione con Israele, il rientro in Israele degli eredi dei profughi e la formula ipocrita che chiede la fine di Israele cioe' quel: "due popoli per due stati" di cui uno dei due smettererebbe di esistere con una maggioranza di popolazione araba.
Ecco, questo e' quello che vogliono gli ipocriti antisemiti che spocheranno oggi l'Italia.

Abbiamo visto tutto ormai.
Il peggio del maleficio sinistro lo abbiamo visto ieri a Roma dove giovani e meno giovani scellerati coperti di kefiah e di odio hanno dato la dimostrazione di quanto in basso possa arrivare la natura umana.
Tutto era previsto e tutto si è compiuto: l'apoteosi del Male, il delirio e la prova tangente che il nazismo è vivo fra noi, in Italia come in Europa.
Ieri erano le camicie brune e le camicie nere, oggi le kefiah: stesse radici di odio, razzismo e intolleranza che i nostri politici cercano di minimizzare mettendo tutti in pericolo e mettendo a rischio la democrazia italiana.
Li abbiamo visti i cittadini di questa democrazia, usata soltanto per permettersi di sguazzare nella violenza pura, disonorare la bandiera italiana e i caduti di Nassiriya. Li abbiamo sentiti gridare ancora "10, 100, 1000 Nassiriya", slogan infame ma ormai obsoleto per le loro menti bacate ora rinnovato con l'aggiunta dell'altrettanto infame: "l'unico tricolore da guardare è quello disteso sulle vostre bare".
Traditori cui bisognerebbe immediatamente levare la cittadinanza italiana e mandare nei paesi che amano: Iraq, Iran, Siria, territori palestinesi, anche qualcuno in Sudan, così, tanto per gradire.
Abbiamo visto gli incendi davanti davanti all'Altare della Patria dove sono stati dati alle fiamme tre fantocci rappresentanti tre soldati: uno italiano, uno americano e uno israeliano. Davanti al fuoco saltavano isterici urlando "Israele brucerà", "Palestina libera, Palestina rossa", "Intifada fino alla vittoria".
Abbiamo visto tutto ormai.
Guardando le immagini in TV, si ha paura per chi vive in Italia e rischia ogni giorno di imbattersi in quelle belve immonde e deliranti con cui è pericoloso persino parlare ed esprimere idee diverse dalle loro.
Abbiamo dovuto ammirare il Diliberto fare acrobazie da saltimbanco per dissociarsi da se stesso e dall'ideologia del suo partito; l'amico di Nasrallah non ha nemmeno il coraggio delle proprie azioni, non ha nemmeno le palle di ammettere che è quella la sua politica: violenza, fiamme, disonore, odio e diprezzo contro le istituzioni e contro la democrazia. Lo abbiamo sentito ripetere bovinamente lo slogan caro ad Arafat, il terrorista: quando faceva ammazzare decine di persone in Israele usava due lingue, in arabo parlava di eroi e martiri della Palestina, poi, come per magia, si faceva venire i lacrimoni e davanti ai giornalisti occidentali piagnucolava "gli attentati danneggiano la causa palestinese".
Così Diliberto. Chiedere scusa? Condannare? Ridicola e ipocrita la sua "presa di distanza": tutti sapevano che cosa sarebbe accaduto. "Imbecilli", dice minimizzando. Lui però non è responsabile: "Se ne dovrebbe occupare il servizio d'ordine, non il nostro". Come se non sapesse cosa l'aspettava quando ha aderito alla manifestazione sulla base di parole di odio verso Israele. La manifestazione per la pace non doveva essere altro che una lurida manifestazione nazicomunista.
A Roma il delirio e a Milano il paraculismo.
Moni Ovadia travestito da arabo, come apripista. Bastava alzare gli occhi per rabbrividire davanti ai cartelli che alcune gentili signore portavano orgogliose.
Milano la mente e Roma il braccio. Compagni di merende, biechi personaggi imbevuti di turpe ideologia. Propaganda antisemita della più becera, quella che usavano i nazifascisti e che è stata ereditata oggi dai nazicomunisti. Cambia il colore ma non la sostanza e vivere in Europa, oggi, suona pericoloso proprio come negli anni '30."

Deborah Fait, Informazione Corretta

319 alle 16:14 | commenti (3)

domenica, novembre 12, 2006

Per la prima volta dopo 3 anni,
lo Stato cancella l'omaggio ufficiale dell'Italia alle vittime di Nassiriya.



Questo blog, al contrario, si unisce a chi continua ad averne memoria.

319 alle 10:59 | commenti (9)


grazie a squidfingers x il background



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