[La terra di mezzo]
"Probabilmente ci trovammo nella strana terra di mezzo dove non c'è la pace e tuttavia nemmeno si combatte."


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lunedì, maggio 25, 2009

Qualche volta faccio un piccolo salto qui dentro per vedere se è ancora tutto in piedi. Mi soffermo a rileggere un po' di vecchi post e poi me ne vado via contenta come dopo un salto indietro nel tempo.
Non credo che avrò mai voglia di chiudere questo blog, anche se l'ho trascurato, trasformato a volte in un cantiere rocambolesco di perenni lavori in corso con me stessa e il mondo fuori oppure in una specie di (mono)comitato di partito per segnalare le magagne di una Italia veramente portata negli anni al disastro da tipi che non voterei nemmeno sotto tortura.
Le cose vanno serenamente sotto tanti fronti, la scuola continua e mangia tutte le giornate, gli interessi su Internet diventano più professionali e molteplici, e il tempo passato in rete è centellinato per respirare aria buona fuori.
Meglio così.
Tanto qui un saltino torno sempre a farlo, e non mi sogno di chiuderti perennemente, vecchio blog.

319 alle 18:55 | commenti (2)

mercoledì, aprile 08, 2009



“Eppure io credo che se ci fosse un po' più di silenzio,
se tutti facessimo un po' di silenzio,
forse qualcosa potremmo capire”.


Federico Fellini, La Voce della Luna

319 alle 13:45 | commenti

martedì, febbraio 10, 2009

Ringrazio fin da ora, a nome mio e del mio nonno materno,

deportato e scomparso in una foiba istriana nel maggio del ’45,

quanti leggeranno queste righe e dedicheranno un pensiero

a questa orrenda pagina di Storia italiana taciuta per più di 60 anni

per scegliere invece di divulgarne la memoria.

Aiutateci a non far dimenticare.


Il 10 febbraio finalmente non è più una data qualunque.
Quattro anni fa, per la prima volta in 60 anni, cominciò ad essere ricordato ufficialmente con
una legge come il giorno dedicato alla memoria di migliaia di Italiani per cui il 25 aprile non fu mai un lungo giorno da festeggiare per quel sogno di Liberazione avverato, ma piuttosto un giorno che segnò l’inizio di un nuovo infernale incubo taciuto per decenni in cavità sotterranee che trasformò a guerra finita i forni crematori e i lager tedeschi in lager balcanici e foibe. Due anni fa la memoria si fece più forte, più convinta. E quest'anno come l'anno scorso il ricordo diventa invito di Stato ad una assunzione di responsabilità e onestà intellettuale che vada oltre ogni pregiudizio ideologico, come ha detto il nostro Capo dello Stato che questo piccolo blog ringrazia, soprattutto conoscendo bene l'ideologica di fondo della sua militanza politica che tanto ruolo giocò purtroppo in quegli anni a lungo dimenticati.
Tanti, lunghi e dolorosi, sono ancora i passi da fare, se nella maggioranza delle scuole il minuto di silenzio alle 12:00 previsto dalla Legge per onorare il ricordo spesso viene ancora completamente ignorato, o se l'anno scorso è stato bloccato perfino il francobollo commemorativo di 65 centesimi dedicato a "Fiume - Terra orientale già italiana", che avrebbe dovuto essere disponibile agli sportelli postali già dall'ottobre scorso: la parte croata ha avanzato rimostranze e i nostri soldatini del Ministero degli Affari Esteri subito ha abbassato la testa e obbedito, con la complicità della stampa ufficiale che ovviamente non ne ha riportato la notizia...
Tanto c'è ancora da fare ma l'importante è aver preso una strada e aver iniziato in qualche modo a percorrerla.

Questo blog si occupa di Foibe ogni anno, ogni 10 febbraio e rinnovando questo post, per chiare ragioni familiari. Quest'anno i massimi quotidiani nazionali spero non eviteranno di spendere qualche parola per segnalare il Ricordo lontano dagli imbarazzi e dalle vecchie reticenze.

"La Repubblica Italiana ricorda", c'è scritto
medaglia d'oro alla memoria del nonno, consegnata due anni fa tra mille emozioni nelle mie mani e in quelle di mia madre così intimidita da quelle telecamere alla presenza delle più alte cariche civili e militari di quella che è diventata la nostra provincia di residenza, dopo la fuga forzata dalle terre di Gorizia quando non c'era rimasto più molto da sperare, per mia nonna e le sue due bambine rimaste sole.
Ricorda, finalmente, le migliaia e migliaia di uomini, donne, anziani e bambini, lasciati morire nel buio di una cavità sotterranea nascosta nella terra, seppelliti vivi tra i morti perché si risparmiassero le pallottole. Ricorda i maestri, i preti, i soldati, gli operai, gli studenti seviziati e uccisi dalle milizie comuniste jugoslave nelle scuole, in strada, in chiesa, in casa propria. Cadaveri disseminati senza pietà lungo tutto il confine nord-orientale d'Italia.
Ricorda le giovani donne torturate con tenaglie roventi, rinchiuse in gabbie di ferro, stuprate come Norma Cossetto ed esposte al ludibrio degli uomini d
i Tito. Ricorda quei carnefici ancora impuniti, prosciolti dall'accusa di sterminio per aver operato in territorio "extra-nazionale" o mai neanche processati. 
Ricorda che dopo 60 anni e dopo tutto questo, esistono ancora in Italia strade dedicate a Tito ed ancora così poche dedicate a chi ne fu vittima. E che erogando 29.149 pensioni ai partigiani italiani di quelle terre spende circa 200 miliardi di lire
l'anno per mantenere chi aiutò i titini a far sparire per sempre migliaia di persone e di cacciarne migliaia e migliaia di altre, in un approssimativo conteggio totale che non avrà purtroppo mai cifre certe: oltre 5 mila miliardi di pensioni per aiutare tanti boia celebrati come eroi della Resistenza.
Ricorda che
i morti non ci verranno mai restituiti nemmeno per la consolazione di una tomba, visto che tante sono ancora le foibe da individuare e migliaia i resti e le tracce da riesumare, perché tanta è ancora la polvere da rimuovere e perché restano chiusi ancora gli archivi di Lubiana pur con la Slovenia diventata parte dell’Europa unita.

Ricorda la disperazione dei 350mila esuli italiani di Fiume, dell'Istria, della Dalmazia, costretti ad abbandonare le loro case, le loro terre, i loro ricordi radicati nei secoli. Ricorda migliaia di persone scomparse nel nulla che l'Italia, l'Europa ed il mondo hanno fatto finta di dimenticare. 
Ricorda gli autocarri della morte dalla stella rossa che con la complicità di tanti
nostri partigiani raggiungevano gli angoli ben nascosti di
quegli altipiani rocciosi col loro carico di condannati che, con le mani straziate dal filo di ferro e legati fra loro a catena, venivano sospinti a gruppi verso l'orlo dell'abisso con una scarica di mitra ai primi che faceva precipitare per 200 metri tutti gli altri nel baratro ancora vivi e destinati ad agonizzare per giorni e giorni tra gli spasmi delle ferite, le lacerazioni riportate nella caduta tra gli spuntoni di roccia e soprattutto fra decine di corpi intorno già morti, spogliati, seviziati, senza più gli occhi, bruciati, decapitati o evirati., e con quel cane nero ucciso e gettato in cima agli infoibati perché, diceva la macabra leggenda, l'uccisione di un cane liberava dalla colpa chi si era macchiato di sangue umano e impediva all'anima del morto accanto al quale giaceva di essere accolta in cielo e di fare vendetta.
Ricorda il silenzio degli storici di partito e l'omissione complice della scuola pubblica italiana, perché le giovani generazioni non sapessero, perché non ricordassero.
Il 10 febbraio di ogni anno, nel "Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale" io ricordo questi Figli d'Italia troppo a lungo dimenticati. 

Si conosca e si sappia la storia delle foibe, ogni anno, sempre. Quella umana, quella personale. Perché s
e atroce fu lo sterminio di quella gente, ancor più vile è stato ed è il silenzio che ha seppellito per sessant’anni anche il loro ricordo.
Io ricordo. E voi?

GRAZIE A Foibe: 60 anni di silenzi, 10 febbraio, Le foibe,
Lega Nazionale di Trieste e Gorizia, Martiri diafani, Azione Giovani

e
agli importanti contributi dei blogger iscritti al circuito Tocqueville.

319 alle 11:43 | commenti (2)

martedì, gennaio 20, 2009


Grande giornata per gli Stati Uniti e per chi come me ne ha da sempre studiato la cultura e la storia cercando poi di insegnarla al meglio e di farne il proprio lavoro Oltre che in tv, è possibile seguire la diretta di questo storico giorno anche su Internet. Oltre il player di MSNBC che ho inserito in questo post, ecco qualche altro link:

319 alle 16:43 | commenti

giovedì, dicembre 25, 2008

Pur non avendo molto scritto quest'anno, il blog resta aperto pronto ad accogliere i pensieri che verranno. Buon Natale perciò, come ogni anno, a tutti i passanti e agli amici, con cari auguri di serenità e di Buone Feste.

guarda il video a tutto schermo!

319 alle 10:29 | commenti (4)

mercoledì, novembre 05, 2008



"Rosa sat so Martin could walk
Martin walked so Obama could run
Obama ran so our children can fly".


Congratulazioni, Mr President
cavalchi la Storia sul posto in autobus di Rosa Parks, sulla lunga marcia per i diritti civili del grande Martin Luther King, sui ricordi amari di tanta gente di colore.
Insegna
cos'è davvero la Democrazia americana alle orde di democratùcoli all'amaticiana di casa nostra, gli stessi che fino a ieri bruciavano le stelle-e-strisce e che oggi hanno pure l'indecenza di paragonare il PD italiano a quello statunitense dimostrando, per l'ennesima volta, che non conoscono la Storia.
E nei prossimi 4 anni, fa' un buon lavoro

319 alle 20:52 | commenti (2)

martedì, novembre 04, 2008

Poi mi chiedo:
ma in tutta questa Obama-mania che sta avvolgendo l'America, Uòlter - o come l'ha chiamato il suo maggiordomo Mentana "il capo del governo ombra", evitando accuratamente di rimarcare che il suo eroe ha perso ed è all'opposizione...- Uòlter alla fine cosa mai c'entra?
Lui viene dalle file di Botteghe Oscure, con una falce e martello stampata sulla fronte e sbiadita solo per il tempo necessario a far campagna elettorale, invece Obama viene dal Senato statunitense.
Nemmeno le connivenze con i Black Panthers e gli agitatori o le manovre sotterranee della moglie o del cognato possono nemmeno lontamente creare un ponte con tutti quelli che si affannano in queste ore a saltar sul suo carro vittorioso: Fidel Castro ("Deve vincere perché è più intelligente"!), la Russia, la Cina, etc.
Alla fine, cosa c'entrano? E soprattutto Uòlter cosa c'entra?
Non è bastata la figuraccia di andare alla Convention di Denver a dormire in un motel con Rutelli senza che Obama nemmeno lo notasse? E i 50 inviati della RAI? La Maggioni tutta contenta che assilla i contribuenti del canone con servizi dell'America disegnata apposta per l'occasione? La Maggioni e i 49 ladroni al suo seguito, cosa c'entrano? Ma non erano rossi? Non erano quelli che la bandiera americana la bruciavano in piazza?
E Uòlter crede davvero che il Partito Democratico americano sia lo stesso di quello italiano? Che abbia gli stessi fini e la stessa storia?
La foto non lascia... ehm... "ombra"... di dubbio: "ci è", e non ci fa.

319 alle 21:14 | commenti (1)

sabato, settembre 27, 2008



Questo blog saluta il grande e indimenticabile Paul Newman

319 alle 21:33 | commenti (3)


grazie a squidfingers x il background



Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 07/03/01.






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